SIAE, SCF e IMAIE: la differenza spiegata per la tua attività

Se gestisci un bar, un negozio o un ristorante e hai ricevuto solleciti da tre sigle diverse, la confusione è comprensibile. SIAE, SCF e IMAIE non sono la stessa cosa, non tutelano gli stessi soggetti e, soprattutto, non sempre devi pagarle tutte e tre. Vediamo la differenza tra SIAE e SCF, dove si inserisce l'IMAIE, e cosa cambia davvero per chi diffonde musica in un locale aperto al pubblico.
SIAE: i diritti di chi ha scritto la canzone
La SIAE (Società Italiana degli Autori ed Editori) tutela il diritto d'autore. In pratica, paga chi ha scritto il testo e composto la musica: autori, compositori, editori musicali. Quando in un negozio suona una canzone, quel brano è nato dal lavoro creativo di qualcuno, e la legge prevede un compenso per l'uso pubblico di quell'opera.
Questo vale a prescindere dal supporto: radio accesa, playlist da uno smartphone, musica di sottofondo diffusa negli ambienti. Se l'attività è aperta al pubblico e la musica è percepibile dai clienti, scatta l'obbligo verso la SIAE, salvo casi particolari legati al tipo di repertorio utilizzato.
SCF: i diritti di chi la canzone l'ha incisa
La SCF (Società Consortile Fonografici) rappresenta invece i produttori discografici, le case che hanno investito nella registrazione e produzione del brano. È un compenso diverso, che si affianca a quello SIAE ma non lo sostituisce.
La differenza tra SIAE e SCF, quindi, sta essenzialmente in chi viene remunerato: da una parte chi ha creato la canzone, dall'altra chi ne ha finanziato e realizzato l'incisione. Un bar che diffonde musica registrata (quasi sempre il caso, a meno di avere musicisti dal vivo) si trova tipicamente a dover gestire entrambe le posizioni, perché entrambi i diritti sono coinvolti nello stesso brano.
IMAIE: i diritti degli artisti interpreti
C'è poi un terzo soggetto meno noto ma non meno rilevante: l'IMAIE, che tutela gli artisti interpreti ed esecutori, cioè cantanti e musicisti che hanno eseguito il brano in sala di registrazione. Non sono gli autori del testo (quello è compito SIAE) né i produttori (SCF), ma le voci e gli strumenti che si sentono nella traccia.
In alcuni contesti la riscossione per artisti e produttori è gestita in modo coordinato, ma resta comunque un diritto distinto da quello autoriale. Per un'attività commerciale, il punto pratico è questo: tre soggetti diversi, tre platee di aventi diritto diverse, e potenzialmente tre voci di costo separate per la stessa canzone che sta suonando in sottofondo mentre servi un cliente al bancone.
Chi deve davvero pagare cosa
Qui arriva la parte che interessa a chi gestisce un locale. Se usi musica coperta da diritto d'autore tradizionale (la stragrande maggioranza del repertorio commerciale italiano e internazionale), sei tenuto a versare i compensi SIAE per gli autori e i compensi SCF/IMAIE per produttori e interpreti. Sono obblighi che nascono dalla diffusione pubblica, non dal fatto di aver "comprato" la musica: anche uno streaming premium personale, pensato per l'ascolto privato, non copre la diffusione in un ambiente commerciale.
La normativa e le convenzioni possono cambiare nel tempo e variare per tipologia di attività, quindi per la propria situazione specifica conviene sempre verificare le condizioni aggiornate direttamente con gli enti competenti o con un consulente.
L'alternativa: musica che non genera questi obblighi
Esiste però una strada diversa, che molti gestori scoprono solo quando iniziano a valutare i costi ricorrenti della musica in sede: usare un catalogo pensato da subito per l'uso commerciale, con licenze già comprese, così che i tre livelli di diritti (autori, produttori, interpreti) non generino ulteriori pagamenti a parte.
È il modello su cui lavora NORO. Le stazioni musicali sono curate per tipo di locale e momento della giornata, dalla colazione all'aperitivo, e sono pensate proprio per l'ambiente commerciale: chi le usa non deve versare compensi aggiuntivi a SIAE, SCF o IMAIE per quella musica, perché il catalogo è già licenziato per questo scopo. Si gestisce da browser o da un dispositivo in sede, con programmazione oraria delle playlist e, se serve, gestione remota per chi ha più punti vendita.
Non è una scorciatoia per aggirare gli obblighi legati alla musica coperta da diritto d'autore tradizionale: è semplicemente un repertorio diverso, costruito apposta per essere diffuso in un negozio o in un locale senza dover mettere in conto tre pagamenti distinti.
Cosa verificare prima di scegliere
Prima di cambiare fornitore o abbonamento musicale, vale la pena controllare qualche punto concreto:
- se il servizio dichiara esplicitamente l'uso commerciale e la copertura dei diritti;
- se puoi programmare orari diversi per momenti diversi della giornata;
- se è previsto un periodo di prova per valutare qualità e adattamento al tuo locale prima di impegnarti.
Per capire come si struttura un piano su misura per la tua attività, dai un'occhiata alla pagina <a href="/prezzi">prezzi di NORO</a>, dove trovi le opzioni disponibili sia per un singolo locale che per più sedi.
Se vuoi provare senza impegno, NORO offre 14 giorni di prova gratuita, senza carta di credito: il tempo utile per ascoltare le stazioni nel tuo locale, durante il servizio reale, e valutare con calma se è la soluzione giusta per te.
Domande frequenti
Qual è la differenza SIAE SCF in breve?
La SIAE tutela gli autori e compositori dei brani, la SCF tutela i produttori discografici che hanno realizzato la registrazione. Sono due diritti distinti che possono riguardare la stessa canzone.
Cosa tutela l'IMAIE rispetto a SIAE e SCF?
L'IMAIE rappresenta gli artisti interpreti ed esecutori, cioè cantanti e musicisti che hanno eseguito il brano, un soggetto diverso sia dall'autore (SIAE) sia dal produttore (SCF).
Un'attività deve pagare sempre tutti e tre?
Dipende dal tipo di musica diffusa e dagli accordi in vigore. In generale, chi diffonde repertorio commerciale tradizionale è tenuto ai compensi verso questi enti; per la propria situazione specifica conviene verificare con gli enti competenti.
Con NORO devo comunque pagare SIAE, SCF o IMAIE?
No. Il catalogo NORO è musica licenziata pensata per l'uso commerciale: l'attività che lo utilizza non deve versare compensi aggiuntivi a SIAE, SCF o IMAIE per quella musica.
Come posso provare NORO prima di decidere?
È disponibile una prova gratuita di 14 giorni, senza carta di credito, per ascoltare le stazioni direttamente nel tuo locale.
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